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		<title>la_citta</title>
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			<title>Il Ponte dei Saraceni</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Il Ponte dei Saraceni</strong><br />Il Ponte dei Saraceni è un ponte in pietra risalente al IX secolo sul fiume Simeto. Collega il territorio di Adrano con quello di Centuripe, presso il passo del Pecoraio, e benché sia denominato Ponte dei Saraceni è una costruzione normanna.
Dell&#039;antica struttura oggi se ne conserva solo l&#039;arcata maggiore, centrale, in stile gotico. Le altre arcate, una più piccola anch&#039;essa gotica e un&#039;altra romana, andarono distrutte durante l&#039;alluvione del 1948, e ricostruite in seguito, seppur diverse dalle originali. Sotto il ponte il fiume scava profonde gole nel basalto lavico.]]></description>
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			<title>Le Mura Ciclopiche</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Le Mura Ciclopiche</strong><br />Dionigi il Vecchio, tiranno di Siracusa,  raccogliendo le popolazioni sparse nella zona  e sicuramente anche gli abitanti della Città del  Mendolito, per accrescere il controllo siracusano  nella zona fondò, sul posto dove sorge l’attuale  Adrano, una città fortificata con mura ciclopiche  formate da grossi blocchi lavici, alla quale diede il  nome di Adranon, dio siculo della guerra.]]></description>
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			<title>La Torre Minà</title>
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			<description><![CDATA[<strong>La Torre Minà</strong><br />La torre è una costruzione di forma cilindrica cinta da una larga scala a spirale, della seconda metà dell’800, elevata sui resti di una torre romana sotto la quale sgorga una grande sorgente di acqua potabile.]]></description>
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			<title>Il Teatro Bellini</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Il Teatro Bellini</strong><br />Uno dei monumenti più significativi della città è il teatro Bellini. 

Fu nel ‘700 che le maggiori ed antiche famiglie nobili decisero di innalzare sulle presenti rovine dell&#039;antichissima chiesa di San Vito, un teatro.
Nei primi del ‘900 si realizzava l&#039;attuale prospetto e prendeva il nome da Vincenzo Bellini.

Nella facciata anteriore, possiamo notare tre figure allegoriche: la tragedia, la Musica e la Commedia. Chiuso per oltre 20 anni ha finalmente ritrovato il suo splendore il 13 dicembre 2004.]]></description>
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			<title>La Chiesa Madre</title>
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			<description><![CDATA[<strong>La Chiesa Madre</strong><br />Vicino al Castello si trova la Chiesa Madre cittadina dedicata alla Vergine Assunta ed edificata in più epoche: il progetto iniziale risale al XVI secolo, la cupola risale al 1700 ed il campanile fu edificato a partire dagli inizi del 1900, ma esso fu eseguito in più riprese e con varie interruzioni.
L&#039;interno della chiesa, a croce latina, è a tre navate e presenta varie opere d&#039;arte con tema sacro, a partire dal polittico ligneo rappresentante l&#039;Eterno, la Sacra Famiglia, l&#039;Incredulità di San Tommaso ed i Santi.]]></description>
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			<title>Il Monastero di Santa Lucia</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Il Monastero di Santa Lucia</strong><br />Santuario cittadino è quello dedicato a Santa Lucia, ricostruito in parte dopo il nefasto terremoto del 1693. Il suo prospetto si presenta in maniera imponente con i suoi tre ordini decorati con lesene e capitelli corinzi.
L&#039;interno dalla forma ellittica conserva varie strutture come il Coro decorato sfruttando il celebre stile rococò ed alcuni affreschi tra i quali ricordiamo quelli realizzati da Olico Sozzi e raffiguranti &quot;L&#039;Immacolata e San Carlo Borromeo&quot; e &quot;La morte di San Benedetto&quot;.]]></description>
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			<title>Il Castello Normanno</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Il Castello Normanno</strong><br />
Il Castello Normanno, uno dei simboli della città etnea, fu eretto dal conte Ruggero I di Sicilia nel XI secolo. Esso ha una struttura consistente in un torrione rettangolare provvisto di quattro rondelle poste ai quattro angoli. E&#039; completato da volte a botte e a crociera. Il suo aspetto imponente e severo, da vera roccaforte, si struttura in più piani. Al suo interno sono ospitati tre musei. Il Museo Etnoantropologico raccoglie oggetti di artigianato locale; il Museo Archeologico Regionale, dislocato su tre piani, ripercorre attraverso i reperti la storia della zona (ma anche di altre aree della Sicilia orientale) dal Neolitico all&#039;età bizantina; all&#039;ultimo piano si trova la Pinacoteca in cui sono esposti dipinti su tela, vetro e metallo, sculture in legno, alabastro, bronzo databili dagli inizi del XVII agli inizi del XX sec. e una serie di opere di pittura e scultura contemporanee di artisti adraniti e non solo.
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			<title>Il Castello della Solicchiata</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Il Castello della Solicchiata</strong><br />A circa due chilometri dall’abitato di Adrano sorge un castello di proprietà del Barone Don Antonino Spitaleri.
Nel 1875 il Barone decise di far costruire nella tenuta della Solicchiata, un grande edificio, che servisse per usi rurale e civili ed anche ad un’attività industriale. 

Per dare l’impronta all’edificio come un castello medievale venne fatto all&#039;interno di pietra lavica attorniato da un grande fossato e da un ponte levatoio, per rendere asciutti i sotterranei.
L’imponente edificio però non fu del tutto completato. Prosperò invece l’industria vinicola, infatti all’interno fu realizzato un grandioso stabilimento di vini completo di attrezzate macchine per la lavorazione dell’uva, per la confezione di alcool e di vini pregiati. 

Molti enologi dell’epoca, sia siciliani che stranieri, lo hanno apprezzato.]]></description>
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